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venerdì 9 dicembre 2016

Intervista a Ferruccio Gianola scrittore - blogger

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Intervista al noto scrittore Ferruccio Gianola, blogger di pluriennale esperienza del fantastico +Blog di Ferruccio Gianola che trasuda talento per la scrittura ed amore-passione per il blogging al 110%.

Volevo iniziare questa introduzione con una serie di aggettivi inanellati a tutte le emozioni che le sue risposte mi hanno fatto inevitabilmente  provare ma ho dovuto ripiegare, presto, su ben altra soluzione; il punto è che con Ferruccio Gianola ogni aggettivo è vano e non perché sia inclassificabile ma perché come in natura tutto ciò che ha troppe sfumature per essere replicato non è rappresentabile prima di restringerlo in qualche categorizzazione di sorta preferisco non fare brutte figure e lasciare il suo spirito di scrittore dove risiede, ovvero, libero di essere trovato nei suoi testi.

Ma non temete non è una missione difficile o impossibile perché ha un dono incredibile che a parer mio compete solo agli autori di indubbio talento quello di far sembrare le cose complesse dannatamente facili, oltretutto, aggiungo che trovo sia una costante che appartiene solo alle personalità umili e dall'animo nobile, curiose e tese sempre all'apprendimento continuo.

Ce ne fossero di + soggettività così..


Hai così tanti scritti pubblicati online +Ferruccio Gianola che mi sembra quasi ridicolo chiedertelo ma è inevitabile per un’intervista non farlo, perciò faccio gli onori di casa su questo blog e ti chiedo di cosa ti occupi e magari anche una breve parentesi sul tuo percorso formativo.

Collaboro con diverse aziende e alcune personalità artistiche per le quali faccio comunicazione, oltre a occuparmi dell‘organizzazione di eventi culturali e scrivere racconti e romanzi come ghost writer. In passato ho fatto il consulente informatico e poi l’insegnante, professioni che mi hanno permesso di acquisire competenze che ora si sposano a meraviglia con i miei progetti da scrittore, divulgatore e relatore.


Otium è il nome che hai scelto per il tuo blog trattasi perciò di una contraddizione in termini con quello che è il tuo progetto online? Ci sveleresti qualcosa di più in merito a quali sono invece i tuoi orizzonti creativi come le prospettive che nutri a riguardo nei suoi confronti e perché hai deciso tempo fa’ di aprirne uno? Le motivazioni sono mutate nel tempo?

Otium (ho un post come manifesto sul mio blog a tal proposito) non va confuso con ozio ma con ozio creativo, un qualcosa che riveste un aspetto positivo visto che il mio sogno sarebbe una società che vive di ozio creativo che è ben diverso dal non fare niente. Ho aperto un blog per farmi conoscere come scrittore e dare sfogo alla mia creatività. L’obiettivo è ancora quello e più passa il tempo più si realizza.


E’ un passaggio insolito per chi scrive con i media tradizionali o del tutto naturale aprire un blog? Quali vantaggi può dare alla carta stampata essere presenti online?

Credo che il mio successo come scrittore e tutto ciò che vi è correlato dipenderà in larga parte dalla mia attività di blogging e online, ma questo penso lo sarà per tutte quelle persone che non hanno il lavoro sotto casa.


L’utilità dei contenuti di un blog secondo un autore-blogger di esperienza pluriennale è un elemento imprescindibile al fare blogging?

Il mio blog non è mai stato un diario online o un modo per passare il tempo.
Certo all'inizio scrivevo quello che mi veniva in mente e qualcosa magari non era pertinente. Ora sono più selettivo: non voglio buttare via nulla e poco alla volta torno indietro nel tempo e rivitalizzo anche vecchie cose.


Animo di scrittore e tecnica di blogger come convivono insieme? Separati in casa o una lunga storia d’amore e di reciproco rispetto?

Credo che una cosa prenda dall'altra. Un campo nutre l’altro. All'inizio temevo di disorientare i lettori, ma ora credo sia un marchio di fabbrica.

Scrivo i post di blogging come se fossero narrativa e parlo di libri come se parlassi del blogging.


Non ho potuto fare a meno che anche tu come me usi la piattaforma di blogging powered by Blogger per ospitare il tuo blog, come ti trovi? Perché non hai scelto WordPress? Mai pensato di convertirti? Sai che a detta degli addetti ai lavori ci giudicano figli di un dio minore alias non professionali?

Sono partito con Blogger, poi ho preso il dominio di primo livello (questo si essenziale) e non ho mai pensato a cambiarlo, anche se la storia del dio minore qualcuno me la fa sentire.

In realtà però, per me, l’aspetto più importante è la scrittura. So benissimo che con Wordpress potrei avere dei vantaggi, ma un vero scrittore può scrivere anche sulla carta igienica.

"Una frase indovinata per me vale molto più dei temi Wordpress.



Che rapporto hai con gli algoritmi dei motori di ricerca e le parole chiave (keyword), in questo contrasto tra uomo e macchina chi ha la meglio? Quali soluzioni hai scelto di adottare per trasporre i testi nativi ed adatti al cartaceo sul digitale ed ovviare infine a questa realtà?
Da scrittore la senti e la vivi come castrante-limitante o come una conseguenza inevitabile?


Non ho mai avuto questi problemi, proprio per l’esperienza che ho acquisito nel mondo informatico. Non faccio fatica a apprendere l’uso di nuovi software se mi possono essere utili. Ma al contrario ho anche imparato a scartare al volo le cose che non possono servirmi.


Fare blogging ha mutato in qualche modo il tuo modo di scrivere?

No, la trovo una forma di allenamento straordinaria e in più serve a crearmi una platea.


Quante ore trascorri quotidianamente a scrivere?

Quattro o cinque, tutti i giorni, feste comprese. Se non scrivo ho la sensazione di aver rubato qualcosa alla mia vita.


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Ritieni che un blogger possa ricavarsi lo stesso una nicchia pur essendo libero o trattasi nel web contemporaneo attuale di pura utopia? In altri termini è schiavo della nicchia online a cui è afferente o sussistono vie di fuga ed alternative per una felice convivenza o almeno di sopravvivenza quantomeno ideologica?

Secondo me bisogna mettere la propria personalità. La metà dei blogger che ho conosciuto sono spariti e quindi potrei dire che come nicchia iniziale non sono serviti a nulla (ma anche loro in realtà sono serviti a crescere).

Io penso che bisogna avere il proprio progetto, avere etica professionale e immergersi totalmente in esso e non preoccuparsi di guardare altre cose.

Si può anche diventare una nicchia.


Il blogging ci incastra qualcosa con l’essenza del piacere di scrivere o è solo una sua declinazione minore ed inferiore qualcosa da giudicarsi tangenziale e svilente per la scrittura “alta”?

Non faccio distinzioni della mia scrittura, visto che più della metà la butta via: che sia narrativa, saggistica o articoli per il blog. Sono tutti figli miei. Con gli anni ho imparato anche a conoscere i critici e a trattarli come si deve.


La curiosità e la fantasia che connotati assumono per il tuo di essere autore? Può coesistere nel blogging la creatività? Si può far convivere un racconto nato per i media tradizionali su di un blog? E dello storytelling che opinione hai?

Sin da bambino mi hanno sempre detto che la fantasia e la creatività erano i miei punti di forza. Raccontare storie mi è naturale come mi è naturale essere curioso. È un mondo in cui mi trovo a meraviglia e posso raccontare storie su tutto. Per i problemi pratici sperimento finché non trovo la soluzione che ritengo ottimale.


Come riesci a far conciliare l’atto della scrittura così intima con la pubblicazione? Ti genera una qualche forma di conflitto-frizione interiore?

Nessuna forma di conflitto interiore. Non ho paura a scrivere e mi danno fastidio le persone che scrivono con questo timore addosso. Per esempio io non sopporto la voce Scrittore emergente… emergere da che? O scrivi o non scrivi.


Questa tendenza del blogging secondo cui tutto fa’ testo non credi soddisfi molto gli algoritmi ma poco le persone non avvicinandole affatto (intendo proprio fisicamente in senso letterale) ?
Come vivi questo senso di lontananza tipico del blogging? Lo avverti anche tu? Mai pensato per questo ad altri formati tipo Podcast, Video, ecc…


Il mio blog ha trentamila visite uniche al mese, quasi centomila visite totali al mese. Non ho mai avvertito crisi, ma sono molto pulito. Non mi preoccupo di SEO e altre cose, ma ti confesso che ci sono migliaia di chiavi di ricerca in prima pagina di google che portano al mio blog.
Ho delle regole per i miei articoli che seguo sempre. Per il resto farei altre cose (video, ecc…) se avessi dei collaboratori in grado di essere dei professionisti in quel campo.

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Ti piacerebbe in futuro fare formazione per far apprendere ai discenti la scrittura?

Già fatto formazione, mi piace farla, ma solo con una platea teoricamente interessata.


La tua frequenza di pubblicazione è di circa un post al giorno (domeniche comprese) vi è un motivo? Ancora, tieni un calendario editoriale per gestire-curare il tuo blog o vai a braccio?

Ho sempre una ventina di post programmati, in più le rubriche settimanali mi permettono di non perdere colpi e di avere sempre qualcosa da cercare anche quando la creatività non gira a mille. Il motivo è solo per l’amore della scrittura.


Infine, per concludere almeno un motivo per cui scrivere oltre a fare bene all'anima può cambiare la nostra vita in meglio perfino riuscendo a trasformare una passione in un lavoro ce lo sveleresti?

Io penso che bisogna fare ciò che si desidera. Nel mio caso specifico non potrei fare nessuna altra cosa al posto di quello che sto facendo. Sono stato un brillante consulente informatico ma non era quello che mi interessava. Come non mi interessava e ho trovato svilente l’ambiente scolastico.

Ho sempre desiderato scrivere e ora lo faccio. Cosa volere di più?



Conclusioni post ringraziamenti intervista
Oramai sapete come funziona, d'altronde vi sarete abituati al format che sono solito utilizzare a furia di leggere le interviste che dedico ai professionisti amanti appassionati della scrittura in generale ed ai blogger specialisti web nel particolare; finite le domande è il momento di chiudere il post con delle conclusioni per mezzo delle quali approfitto a lasciare un link al profilo Linkedin dell'intervistato perché dopo contenuti di qualità di questo calibro non pensare ad una qualche forma di collaborazione/progetto da proporre loro mi sembra quantomeno inevitabile.

Mentre dal canto mio, invece, non riesco ancora ad abituarmi al distacco dall'autore che intervisto a domande concluse perché ad un certo punto la curiosità sfora nell'assonanza concettuale che poi diventa vera e propria empatia.

Tiro due somme: quest'intervista mi ha dato modo di capire ed apprendere 2 aspetti inusuali ed insoliti che ho trovato solo in Ferruccio Gianola:

  1. La passione-amore puro per la scrittura non vale un algoritmo secco!
  2. La semplicità si annida nella complessità come la nobiltà d'animo nel talento.

Grazie Ferruccio per averci concesso questa preziosa occasione formativa da cui trarre spunto e per averci deliziato come sei solito fare nei tuoi contenuti da cui è possibile trarre ispirazione da ogni dove, nelle frasi esplicitate come in quelle tra le righe.



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