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venerdì 12 maggio 2017

Tragedia, maschere e blogging

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Tutti possono aprire un blog e fare il blogger, scrivere per il proprio business e pensare costantemente agli affari tranne il copywriter a cui tocca primeggiare con la scrittura, soltanto e solamente attraverso il testo, ergo tocca pure sperimentare.

Non so voi ma credo che chiunque abbia dei momenti di sconforto, magari esserne immuni ma il temperamento umano è fatto anche così altalenante e incostante. Ciò che invece molte persone non concepiscono è l'ironia che talvolta sfocia nell'umorismo, talvolta anche più nero.

Specie nel web non è difficile vedere leoni online convertiti in agnellini alla prima presa di contatto.

Giustamente il web è visto solo come luogo di vendita, una vetrina in cui conta sola-mente il bell'apparire e mettere/esibire il meglio di sé stessi sempre e comunque, non c'è che dire un duro lavoro anzi meglio un lavoro da duri e aggiungo puri.


Essere o non essere, ehm ma essere chi?


A mio modo di vedere si costruiscono delle maschere a cui auguro di mantenere sempre la solidità che gli è consueta/consona, di non avere mai un momento di fragilità in nome del business. Ma veramente non lo dico con venata ironia d'altronde è giusto che sia così, andreste mai da un web designer affetto da stanca cronica, non parliamo poi di affidare un progetto ad un'agenzia il cui direttore marketing è depresso. Insomma se il vostro blog è funzionale al vostro brand per rendervi agli occhi dei lettori potenziali clienti affabili, proattivi, professionali e trasparenti non avete scampo, mostrarvi per come siete può rappresentare una scelta assai poco conveniente. C'avete proprio ragione voi, l'apparenza deve ingannare, assolutissimamente SI!

Un copywriter blogger non è un blogger web designer


Invece il confine tra blogger- copywriter tra farne una tragedia, scherzarci su, non prendersi seriamente è assai labile, scrivere è una forma d'arte e ancor più sottile è ciò che separa il serio dal faceto. Altrimenti dovremmo fare i conti o peggio scendere a compromessi con le fatidiche e tanto temute fasi di stanca con cui si misurano altri blogger ma la cui produzione contenutistica assume proporzioni sicuramente assai ridotte. Autentici stati di crisi in cui a furia di scrivere si è esaurito tutto ciò che ritenevamo essere utile al lettore.

Blogging è anche sperimentazione


Ad ogni modo poi ciascuno è libero di interpretare il blogging secondo la chiave espressiva che ritiene più opportuna, stabilire un legame con i propri lettori persino atipico non toglie alcunché all'autore stesso, penso che prendersi sul ridere aiuta a fare le cose serie creando una distanza da esse quando il tono rischia di divenire troppo sentito, vicino alla polemica ed estremamente reattivo.

Magari alle volte sono tentativi mal riusciti, lo ammetto, ma posso paventare un tale risultato quando sperimento a priori? Purtroppo no, passi falsi, errori, fallimenti fanno anch'essi parte dello scenario di chi si approccia/cimenta nella professione del blogger.

Prima pensa agli affari e poi non scrivere un post


Anche sotto questo punto di vista non mi nascondo, poi chissà magari mi metterò a scrivere anch'io la ricetta della felicità attraverso i contenuti, mai dire mai.

Quindi, non farne una tragedia se trovi qualche "nota stonata" tra le centinaia di post che ho scritto sino ad adesso, la differenze rispetto ad altri specialisti è che non adopero filtri ma sfido a trovare altrettanti velocisti da tastiera come me, specie se come dicono tutti sono solo un blogger che pigia i tasti a casaccio..

..perché il tono non fa' il monaco😁