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martedì 17 ottobre 2017

Pagina About obsolescente? La risposta di 30 blogger

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La pagina About - chi sono - chi siamo in 3 punti di domanda, la sua utilità secondo 30 blogger specialisti.

Perché la pagina about è importante-indispensabile per un blog-sito web?

E' ancora utile?

O forse è diventata obsolescente, sostituita da soluzioni ben più funzionali ed efficaci?

Altrimenti, a ragione della sua onnipresenza questo post intende indagare come realizzarla al meglio e carpire quali sono le scelte più opportune affinché sia più efficace possibile.

Perché penso che qualsivoglia blogger almeno una volta si sia interrogato sul da farsi per presentarsi al meglio attraverso di essa.

Ma che rappresenti un cruccio anche per chi apre un blog e necessariamente debba fare i conti con il grande pubblico online.

Il resto poi è storia che si traduce in una sorta di "nervosismo" da scelte prese ma di cui poi non siamo così sicuri sull'efficacia e ci portano continuamente a cambiare.

I modelli da imitare, poi infiniti. Esiste una regola? Un modo per essere più efficaci?
Gli interrogativi in tal senso sono molteplici...

Una questione che tormenta prima o poi tutti i blogger, nessuno escluso, non c'è dubbio.


Perciò ho pensato a queste tre domande da rivolgere alla community di blogger specialisti, al mio network di collaboratori più stretti.


3 domande per rispondere alla "questione spinosa" che angoscia i blogger, dal newbie al più affermato degli esperti:

  1. La pagina about è indispensabile, utile o addirittura obsolescente per cui è meglio adoperare altre soluzioni alternative-aggiuntive-rafforzative come un widget nella sidebar-footer, pagina inizia da qui, cosa faccio con i servizi, plugin, ecc.?

  2. Quali gli elementi-aspetti imprescindibili e da inserire (vedi certificazioni, metodo di lavoro, foto, ecc.) di una pagina about del blogger-web writer per strutturarla al top?

  3. E’ meglio raccontarsi con una storia personale, con un descrizione esclusivamente professionale o attraverso una soluzione mista per presentarsi al meglio ed essere quindi più incisivi?


I blogger che hanno risposto:




La Pagina About è obsolescente? La risposta ai blogger



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"La prima impressione conta, eccome.."

+Simone Bennati





1. Così come quando si incontra qualcuno per la prima volta, presentarsi non è mai una cattiva idea.

Anzi, è ciò che permette a chi ci sta di fronte, anche solo digitalmente parlando, di farsi una rapida idea su chi siamo e cosa facciamo.

Per questo, quando si sta progettando il proprio sito web, è importante considerare la creazione di una sezione o una pagina all’interno della quale presentare noi stessi.

Meglio ancora se si dà all'utente la possibilità di “scoprirci” in due step:
  1. Un widget posizionato in una delle sidebar a propria disposizione, all'interno del quale racchiudere solo le informazioni basilari;
  2. Una vera e propria pagina contenente l’elenco delle proprie competenze, una breve narrazione di sé e tutti gli approfondimenti ed i link del caso.


Questo permetterebbe ai visitatori di passare dal quadro generale al dettaglio in maniera estremamente fluida e “indolore”.


2. Di imprescindibile, a mio parere, c’è solo il 'messaggio' che si vuole lanciare all'utente.

Vien da sé che, si vuole far risaltare una particolare competenza, sarà opportuno farla risaltare e soffermarcisi maggiormente, evidenziando i propri punti di forza e quelli che sono i risultati ottenuti grazie ad essa.


3. Trovo sia giusto tenere in considerazione il fatto che non tutti quelli che visiteranno il blog o il proprio sito saranno esperti del settore al quale si appartiene, così come non tutti saranno totalmente estranei ad esso.

Stando così le cose, un buon mix tra narrazione di sé ed illustrazione delle proprie caratteristiche professionali può risultare gradevole ad entrambi i tipi di pubblico.

L’importante è non essere troppo prolissi, in quanto questo annoierebbe l’utente e lo spingerebbe a guardare altrove.


- Simone Bennati di Bennaker.com -



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"Strutturata con creatività, precisione e le giuste parole"

+Ludovica De Luca





1. La pagina About di un sito web è indispensabile per raccontare agli utenti chi è il brand con cui hanno a che fare. Si tratta di una sorta di carta di identità che è molto importante che sia immediata e che sia strutturata con creatività e precisione. La creatività, infatti, è necessaria per non annoiare con le solite soluzioni, i soliti testi, il solito tono di voce. La precisione è essenziale per comunicare affidabilità e professionalità.
La pagina Chi sono deve caratterizzarti in modo unico e deve essere realizzata con la giusta grafica, con i giusti contenuti, con le giuste parole.

Giuste per il brand emittente del messaggio e giuste per le persone che lo ricevono.


2. Un blogger o web writer che voglia realizzare una pagina About efficace deve, in primo luogo, raccontare se stesso e la propria professionalità senza annoiare.

La pagina Chi sono non deve trasformarsi in un soporifero e noioso curriculum vitae ma deve contenere quelle informazioni che sono capaci di mettere in risalto le tue qualità, le tue competenze, le tue esperienze e le tue unicità e deve farlo in modo personale e personalizzato, deve essere coinvolgente e avvincente.

Non esiste un modo esatto per tutti per scrivere una pagina About, ma c’è un modo adatto per te e per il tuo target di riferimento e capire qual è sta solo a te, alle tue analisi, alle tue osservazioni, alla tua capacità interpretativa, alle tue sperimentazioni.

Sicuramente quel che non può mancare sono le informazioni più importanti relative alla tua formazione e all'esperienza che hai acquisito sul campo, ma ridurre la pagina About a questo è riduttivo.

Il mio consiglio? Racconta la tua Storia e inserisci anche una tua foto: la tua storia sarà sicuramente capace di caratterizzarti e farti vedere comunicherà trasparenza, onestà, serietà, personalità e anche umanità, così avvicinando a te le persone e convincendole a fidarsi di te e del tuo lavoro.


3. Come ti dicevo, non esiste una soluzione giusta per tutti.

Quel che credo, tuttavia, è che il Chi siamo non può e non deve tradursi in una fredda serie di informazioni relative all'università che abbiamo frequentato, al diploma del master che abbiamo nel cassetto, alle esperienze che abbiamo collezionato.

Per caratterizzarci, per comunicarci come esseri umani prima che come professionisti, per ispirare fiducia, dobbiamo metterci del nostro. Raccontare chi siamo in quanto persone con passioni, sogni e desideri può rivelarsi un’arma vincente, se dosata nel modo giusto.

La pagina Chi siamo, del resto, è la TUA Storia.


- Ludovica De Luca di ludovicadeluca.com -


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"Decisiva, autorevole, non lascia spazio a dubbi"

+Riccardo Esposito






1. La pagina about me è una sezione decisiva di un blog personale o aziendale. Non esiste soluzione (a mio avviso) senza una sezione dedicata alle presentazioni: l'autorevolezza stessa di un progetto è definita attraverso la presenza di una pagina chi sono o chi siamo.

Pensaci, quante volte hai incrociato siti di spam o idee mal curate? Perfetto, hanno due comuni denominatori: niente pagina contatti e assenza di about me.

Quindi devi assolutamente pubblicare una risorsa del genere.


2. Come suggerisco anche nella mia guida per scrivere una pagina chi siamo, gli elementi decisivi in questo caso sono diversi: breve presentazione, esperienze di lavoro significative per il tuo pubblico, studi, note personali minime.

Questo per un blog con singolo autore, poi per le pagine chi siamo aziendali c'è una descrizione che contempla un numero maggiore di persone, ma non per questo devi essere meno attento ai dettagli.

L'importante è rispettare sempre il tone of voice, lo stile della comunicazione. Ciò che non deva mancare: foto delle persone, parlo scatti professionali. E magari link ad account social, Skype ed email.


3. Dipende dallo stile che hai scelto per la tua comunicazione, e dalla situazione.

Un'azienda che si occupa di assicurazioni non può lasciarsi andare a uno spirito esclusivamente creativo. Deve svecchiare la scrittura della pagina, questo è chiaro. E deve allontanarsi dall'aziendalese. Ma non può ignorare il bisogno delle persone di trovare un profilo saldo e professionale.

Una web agency creativa, invece, può puntare su formule differenti. Ma alla fine devi sempre dare alle persone ciò che vogliono: informazioni sulla tua attività.
Chi sei, cosa fai, che diritto hai di parlare al pubblico: rispondi con chiarezza a queste domande.
  

- Riccardo Esposito di mysocialweb.it -



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"No, non è ancora passato..."

+Annarita Faggioni






1. La pagina "About" a oggi è indispensabile, perché l'utente da lì si rende conto con chi sta parlando e chi sta leggendo. Poi, c'è chi utilizza un piccolo widget per ricordare i propri servizi al termine di un post, il che può essere utile ovviamente.

Penso che tutto dipenda dall'organizzazione che un blogger vuole dare al proprio sito, quindi è tutto davvero molto personale come scelta.
La cosa importante è non inserire lo stesso messaggio 5-6 volte in una pagina (a lato, in fondo all'articolo, come popup, come collegamento esterno, ecc.) e mantenere una pagina in ordine, anche per migliorare la leggibilità dell'articolo e non rendere la pagina troppo pesante da caricare poi da smartphone.


2. "Di cosa parla". Argomento, chi sei, perché hai deciso di aprire questo sito, cosa può offrire. Le certificazioni a elenco forse le lascerei a LinkedIn, ma si può fare accenno nella pagina About senza remore, soprattutto in un sito portfolio.
Foto di eventi ai quali si è partecipato possono essere utili, quello sì.

 Eviterei, invece, le fototessere o le pose da persone di successo. ormai non ci crede più nessuno.


3. Penso sempre che nel mezzo c'è sempre la strada giusta, "alla romana" se vogliamo.

Racconta la tua storia, ma dai anche un valore professionale a quello che dici.

Ricorda che puoi dimostrare di saper fare una pagina About già scrivendo la TUA pagina About!


- Annarita Faggioni di ilpiacerediscrivere.it -



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"E' l'anima del blog"

+Diego Mulfari







1. Credo che la pagina "About" o "Chi sono" sia indispensabile per dare un'anima al proprio lavoro.

Chi ti legge vuole dare un volto e uno spirito all'autore, vuole sapere chi si "nasconde" dietro a quelle righe. Vuole sapere il perché di quelle righe. Se riesci ad inserire anche una breve Bio al termine di ogni articolo ed eventualmente un widget nella sidebar, hai fatto centro.


2. Io credo che sia indispensabile una sezione nella pagina "about" relativa alle referenze, che valgono più di mille certificazioni. Se dai voce ai tuoi vecchi clienti riesci a generare riprova sociale e fiducia agli occhi dei tuoi lettori e futuri clienti.


3. Io credo molto nella forza della storytelling. Il progetto mulfarimbianchino.com è diventato così virale proprio perché racconta una storia attraverso la quale il lettore si identifica.

Ovviamente la storia deve essere supportata dalle competenze, che devi dimostrare nella pagina "About".

E qui ritorna l'importanza delle referenze pubbliche all'interno di essa. Altrimenti rischi di diventare autoreferenziale.


- Diego Mulfari di clientisulweb.com



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"Non c'è benvenuto migliore"

+Giovanna Di Troia






1. La pagina About è indispensabile, serve a dare il benvenuto, ma soprattutto a presentarsi, a far capire chi sei, di cosa ti occupi a coloro che atterrano sul blog o che vogliono saperne di più incuriositi da un articolo in particolare. Sin dalla pagina About bisogna essere unici ed originali.


2. In primis nella pagina About è d’obbligo la foto che deve essere rispettosa e professionale, ispirare fiducia ed autorevolezza nel lettore, sono da evitare quelle alle feste e di gozzoviglie. Così come sarebbe meglio evitare la terza persona e di inserire gli anni, non si può star sempre ad aggiornare continuamente. Mentre sarebbe ottimale inserire il proprio motto o una citazione che rappresenta la propria visione e modo di essere e di pensare. Poi passare a raccontarsi con leggerezza, ironia, in modo coinvolgente, trasferendo competenze, esperienze e traguardi e spiegare le motivazioni che hanno portato alla decisione di aprire un blog e le tematiche che si affronteranno, facendo trapelare la propria personalità e le proprie passioni. Si può optare anche per una breve presentazione video o ad infografiche creative ed originali sulla propria storia personale e tappe professionali.


3. Non ci si deve ergere su di un piedistallo o sembrare troppo distaccati e freddi, è pur sempre il proprio blog, e per quanto sia una vetrina professionale o aziendale e non un diario personale, bisogna essere seri e competenti, ma senza apparire pesanti. Il blog è pur sempre un continuo dialogo con i propri lettori che inizia proprio dalla pagina About e bisogna catturare la sua attenzione, renderlo partecipe della propria storia e dei propri successi e progetti lavorativi, ma con il proprio inconfondibile stile, con creatività e mai annoiando, né facendo un mero elenco di titoli e di esperienze lavorative ricalcando il curriculum, per quello c’è LinkedIn.


- Giovanna Di Troia di GioDiT.com -



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"Rafforza il rapporto blogger/lettore"

+Federico Chigbuh Gasparini





1. La pagina "About" o "Chi siamo" o "Chi sono" è, a mio avviso, indispensabile perché, se ben fatta, rafforza il rapporto tra il blogger e il suo lettore.

Molti blog la trascurano e questo è un gran peccato.

Personalmente, quando un post mi colpisce cerco di capire qualche cosa di più sul blogger che lo ha scritto e sono molto deluso quando trovo poco o nulla nella pagina "About".

Mi sento un po' defraudato.

Ovviamente, questo tipo di pagina non deve essere costruita come un CV, per questo c'è già LinkedIn, ma deve avere uno storytelling che rappresenti le esperienze lavorative e, al contempo, la persona.

Così da far capire come ha costruito, nel tempo, le sue competenze e come si è evoluta la sua personalità.


2. Trovo imprescindibili tutti quei dettagli che mi possono far capire, oltre alla sua professionalità, la sua personalità. Ad esempio, gli hobby oppure la descrizione dell'ambiente in cui si vive e si interagisce.

Specie se devi trovare una persona con cui collaborare non puoi trascurare quest'ultimo aspetto.

Molte partnership e molti team, infatti, cadono non per mancanza di competenze da parte della persona con cui si collabora, bensì per incompatibilità caratteriale o visioni diverse oppure perché le parti in causa credono in valori differenti.


3. Come si capisce da quanto ho detto sopra io prediligo la soluzione mista.  😊


- Federico Chigbuh Gasparini di federicochigbuhgasparini.com -



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"Mai banale né improvvisata, va fatta al meglio"

+Valentina Pacitti 







1. Dal mio punto di vista la pagina About o Chi sono di un professionista è importantissima!

Non direi mai che è diventata obsoleta, anzi, è uno spazio prezioso che si deve sfruttare per farsi conoscere meglio, raccontarsi ed empatizzare con i propri lettori e futuri clienti.

Che tu sia un copy, un web designer, un fotografo se hai un sito web o un blog che utilizzi per affermarti come specialista nel tuo settore e vendere i tuoi servizi, non sottovalutare questa pagina perché chi è interessato a te prima di contattarti cercherà informazioni su chi sei e si aspetterà di trovarle nel About.

E allora devi assicurarti che in questa pagina ci sia la tua miglior presentazione: completa, chiara, originale (o per lo meno non banale) e senza refusi!!

A maggior ragione se sei un copywriter è un’occasione d’oro per far vedere a un possibile cliente quello che potresti fare per lui, dimostrare di avere confidenza con le parole, di saperle trasformare in emozioni.

Quindi, una volta deciso di scrivere la propria pagina About, meglio impegnarsi per farla al meglio e lavorarci tanto prima di metterla online.


2. Nella pagina About ti stai presentando, stai dicendo chi sei e cosa puoi fare per un cliente.

Per aiutarlo a capire se sei il professionista che sta cercando devi essere chiaro sulle tue capacità e le tue esperienze. Ma anche sul tuo modo di lavorare e su come instauri il rapporto con il cliente.

Le certificazioni sono molto utili per inquadrarti ma è fondamentale il modo in cui le presenti: eviterei di scriverle come in un curriculum, sotto forma di lista.

A me piacciono molto le pagine About in cui si racconta una storia: si inizia parlando un po’ di sé e delle proprie passioni, si spiega il proprio percorso personale e professionale (qui si possono inserire certificazioni, corsi, periodi di formazione all'estero), si spiega il proprio modo di impostare una collaborazione e quali sono le proprie specializzazioni.

Le foto sono imprescindibili: innanzitutto ti danno un volto, e questo ti permette di empatizzare con il lettore, e poi possono mostrarti all’opera, con dei clienti, catturando un momento creativo.

Alle persone piacciono i “dietro le quinte”.


3. Io consiglio una soluzione mista: la pagina About è uno spazio perfetto per farsi conoscere come persona, oltre che come professionista.

Per un cliente che già ha visto dei tuoi lavori può essere utile avere anche un altro tipo di informazione che racconta che persona sei. In questo modo può capire se in fase di collaborazione collimerete o meno. Se racconti bene la tua storia puoi empatizzare con il tuo futuro cliente e convincerlo a contattarti.
Ma nella pagina About devi raccontarti anche come esperto, spiegare le tue competenze e il percorso che ti ha portato ad essere il professionista che sei.

Questo è importante perché dà sicurezza a chi legge.

Quindi per me la sfida della pagina About è trovare un equilibrio naturale (non forzato) tra chi sei come persona e chi sei come professionista.

Un consiglio: se stai cercando di affermarti come esperto nel tuo settore non focalizzarti troppo sulla parte personale, non raccontare ogni minimo dettaglio della tua infanzia, ma concentrati su quello che spiega il tuo modo di lavorare, la tua passione per ciò che fai, il motore del tuo entusiasmo.

E lascia magari un velo di mistero, accendi la curiosità in chi ti legge.


- Valentina Pacitti, copywriter e responsabile del blog di SEMrush Italia -



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"L'imperativo è non annoiare mai.."

+Andrea Toxiri








1. Secondo me la pagina About è ancora una pagina fondamentale per un blog, perché è il biglietto da visita del blogger specialmente per gli utenti che arrivano per la prima volta sul nostro blog. Io quando capito su un blog nuovo (magari mi capita di leggere un post interessante) la prima cosa che vado a vedere è proprio la pagina About per capire chi è e cosa fa il blogger.

Quindi secondo me ogni blogger dovrebbe curare molto bene questa pagina, spesso trattata con superficialità, perché da questa pagina possono nascere anche collaborazioni interessanti o magari riesci a fidelizzare un nuovo lettore.


2. Prima di tutto evitare di parlare in terza persona, siamo sul web e tu sei un blogger quindi devi essere smart e diretto. Sulla pagina About più che fare l'elenco dei certificati che hai ottenuto (o dei lavori che hai fatto) dovresti parlare di te, chi sei cosa fai e come lo fai.

Per il resto (certificazioni, lavori etc..) puoi rimandare al tuo profilo LinkedIn (anche questo deve essere curato bene).

Altra cosa che secondo me è importante da inserire in una Pagina About è una tua foto, il web già ti rende "anonimo" perché siamo tutti dietro ad un schermo, almeno in casa nostra (il blog) mettiamo una nostra foto. Sembra una cavolata ma secondo me fa la differenza.


3. Mista, secondo me quando stai sul web è sempre un bene far vedere la tua sfera lavorativa ma anche quella personale. Se parli solo di lavoro annoi e sul web la noia ti fa perdere lettori/clienti.


- Andrea Toxiri di Toxnetlab's blog -



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"Umanizza il travel blogger, avvicina l'utenza"

+Andrea Petroni






1. Dal mio punto di vista (travel blogger) credo che la pagina "about o chi sono" sia indispensabile per dare un "volto" a quello che sarebbe altrimenti un qualcosa di freddo e anonimo, spesso nascosto dietro a un logo. Fondamentale per farsi conoscere e per presentarsi.


2. Sempre dal mio punto di vista io credo sia indispensabile inserire la propria foto, la bio e cosa si offre.


3. Io credo sia importante raccontarsi con una storia personale.


- Andrea Petroni di volagratis.org -
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"Dipende dall'obiettivo del blog"

+Marco Pini







1. Dipende ed è davvero un argomento molto vasto, provo a dare una risposta sintetica.
Secondo me, varia molto da settore a settore o meglio varia a seconda dell'obiettivo per cui il blog (ma anche il sito per certi versi) è nato.

Che tipo di blog? Quali sono gli obiettivi? Quale il modello di business e come avviene la sostenibilità economica (adSense, vendo servizi / mi offro come consulente, ho prevalentemente un obiettivo reputazionale, guestposting, affiliate marketing, intendo monetizzare come formatore specializzato, vendo video corsi ecc.).

A seconda di questi elementi ci sono strategie migliori o peggiori per scrivere una sezione di presentazione.
Detto e chiarito questo (in breve perchè sono argomenti centrali per una presenza online efficace) ci sono alcuni elementi che forse possono essere comuni a tutti i progetti, eccoli:

A. Una pagina di presentazione serve, quindi nella sidebar (o nel footer) andrò a ripetere semplicemente i dati di contatto "rapidi" se uno dei miei obiettivi principali è farmi contattare dai visitatori.

B. Nella pagina di presentazione è sempre opportuno PRESENTARSI, foto compresa.
I servizi eventualmente offerti devono avere una pagina (o più pagine) dedicate, possibilmente con chiari obiettivi a disposizione dell'utente.

La pagina "chi siamo" ha invece, secondo me, prevalentemente obiettivi reputazionali e di "autorevolezza" oltre naturalmente a presentare il blogger (poi appunto, dipende da qual'è l'obiettivo e da come si vuole "monetizzare".


2. Per un web-writer secondo me è imprescindibile inserire oltre a profilo e foto anche il percorso formativo, le aree di interesse, da quanto fa questo lavoro (e cosa ha fatto prima) questo perché aiutano il lettore a capire meglio la persona.

Una delle difficoltà di avere autorevolezza online (nella percezione dei lettori) sta nel fatto che il lettore LEGGE e basta e chi scrive potrebbe dire qualsiasi cosa.
Ecco che nella pagina di presentazione potrebbe sempre essere interessante aggiungere un video di presentazione e magari dei bei collegamenti a eventuali testimonianze sull'attività del web writer, eventuali partner (o altri blog dove scrive, extra attività lavorativa) e naturalmente i link ai servizi offerti.

Poi per un web writer penso che la migliore presentazione sia il suo stesso blog o gli altri blog dove scrive.


3. Premesso che in rete è bene essere "informali" e cercare di crearsi una rete di "friends/fans", secondo me dipende anche dalle aree in cui il blogger lavora o vorrebbe lavorare.

Ci sono settori differenti ed è sempre bene focalizzarsi su caratteristiche peculiari che differenzino dagli altri professionisti.

Poi dipende anche dall'obiettivo del blog (ma questo l'ho detto fin troppe volte in queste poche righe).
Come consiglio ad un web-writer, io penso che uno stile "storia personale" informale sia sempre il metodo migliore per presentarsi in rete!


- Marco Pini di marcopini.info -



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"Importante ma non dettagliata"

+Ferruccio Gianola








1. Sul mio blog è presente. La ritengo molto importante.


2. Per me solo una presentazione, dare un’idea di chi si è, senza dettagliare troppo.


3. Con una storia personale, in prima persona.


- Ferruccio Gianola di ferrucciogianola.com -



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"Carismatica e personale, parla la mia storia"

+Marta Pellizzi






1. La pagina "Chi sono" è fondamentale per permettere a chiunque di conoscerci meglio.
Si tratta di uno strumento che permette di presentarci al meglio agli altri e di dare una buona impressione. Inoltre, credo debba avere un "luogo speciale"  nel sito e non ridurla a piccoli pezzetti posizionati in qua o là, striminziti per "evitare ulteriori pagine".


2. Al di là di esperienze, percorsi più o meno ricchi di certificazioni, credo conti il lato "umano".
Cioè serve far emergere quel qualcosa che ci rende unici, raccontarlo in modo efficace e sperare che esso crei vibrazioni positive nel lettore.


3. Un mix di umanità ed esperienza può favorire talvolta il coinvolgimento del lettore.
Una presentazione unicamente professionale potrebbe anche annoiare, mentre l'efficacia di una buona storia personale è quasi indiscutibile.

Personalmente adotto il metodo "storia personale" per avvicinarmi agli altri: racconto il mio cambiamento e i vantaggi emersi in ambito lavorativo grazie ad esso.

Sono convinta che chi ci sceglie lo faccia perché è stato ispirato dal nostro carisma, dalla nostra forza o voglia di vivere piuttosto che da altri fattori.


- Marta Pellizzi di martapellizzi.it -


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"Multi-livello, non autoreferenziale ed originale/creativo"

+Piero Babudro 






1. Non c’è una risposta unica e valida in tutte le situazioni.

La pagina About è molto importante perché chi naviga siti o blog cerca quasi sempre un elemento che crei un legame tra sé e l’autore, ma non c’è un solo modo per soddisfare questo bisogno.

Nel caso di www.segnalezero.com ho scelto un sistema a tre livelli.

“Su di me” descrive in modo estremamente sintetico le quattro parole che più di tutte mi rappresentano, almeno a livello lavorativo: “Condivisione. Digitale. Strumenti. Empatia.”.

La sezione “Il mio lavoro”, che non ho ancora (ahimè) arricchito con il portfolio completo, mostra con un grafico a torta le mie aree di competenza e sottolinea l’importanza non tanto delle cose fatte quanto dell’amore che ci ho messo.

Infine, ogni articolo del Blog è corredato di apposito widget con foto e breve descrizione di taglio esclusivamente professionale.
Con questo esempio voglio sottolineare l’importanza di descriversi per successivi livelli, a seconda della natura del contenuto visualizzato e dal punto di entrata del lettore.


2. La foto sicuramente.

Il metodo di lavoro è importantissimo: aggiunge valore e permette di intuire il percorso svolto da chi si sta presentando.

Nel mio caso, inoltre, ho scelto di essere presentato dalle belle parole che molti colleghi, capi ed ex-capi hanno speso per me. Ho attinto alle Recommendations ricevute negli anni su Linkedin e creato una sezione “Dicono di me”.

Preferisco siano gli altri a dire che sono bravo e ci metto tutto l’impegno del mondo.

Se me lo dicessi da solo non sarebbe meno vero, ma senz'altro non sarei io. 


3. È bello essere umani, ma anche un minimo creativi e originali.

Secondo me bisogna inserire quell'elemento che ci rende unici.

Senza voler mancare di rispetto a nessuno, è bella la commistione personale-professionale, ma da anni leggo About che sono squadernate di Stati di famiglia o di informazioni presentate in modo tutto sommato già visto e stravisto. “Padre di…”, “madre di…”, “figlio di…” (no, quello non lo scrive mai nessuno, anche quando dovrebbe…), oppure il sempiterno “ho un gatto, scrivo dalla mattina alla sera e mi piace viaggiare…”.

Siamo già sufficientemente massificati per poterci permettere di fare le cose come le fanno tutti gli altri. Va a finire che si diventa tutti gli altri. Adori alla follia i gatti? Allora dimmi: “Credo in un unico Dio, e fa miao”.

La tua resta comunque una passione che spartisci con miliardi di persone nel mondo, ma almeno mi strappi un sorriso


- Piero Babudro di segnalezero.com -


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"Come dare un appuntamento, il primo al bar..."

+Gennaro Cuofano





1. Personalmente ritengo che la pagina about sia fondamentale. Infatti, pensando al modo in cui navigo, una delle prime pagine che visito su qualsiasi sito è la pagina about.

Come mai? Immagina di dover instaurare una relazione personale con il tuo interlocutore nella vita reale. In breve, piuttosto che invitarlo a cena (sarebbe troppo per la prima volta), puoi offrirgli un caffè al bar. Ebbene la pagina about è il bar del tuo sito! Il posto dove inviti i tuoi utenti a prendersi un caffè con te, prima di passare allo step successivo.

Sul mio blog personale ho provato diverse soluzioni ma nessuna (nel mio caso) si è dimostrata efficace come una pagina about dedicata. Logicamente il discorso cambia in base allo scopo del sito. In breve se si tratta di un blog personale, la pagina about è uno snodo centrale da cui far partire tutto. Invece, se si tratta di un blog aziendale bisogna saper raccontare la storia dell’azienda indipendentemente dalle funzionalità o specifiche del software, servizio o prodotto che vendi.


2.Secondo me devi chiederti: a chi sto parlando? Cosa voglio comunicare? Cosa voglio dare? E cosa voglio ottenere da questa interazione?

Fatto questo tutto deve essere racchiuso nel above the fold. Un consiglio che mi sento di dare è di avere chiaro in mente quale sia la CTA principale. Tutto deve girare intorno a quello. Prima di trovare la about page ideale bisogna fare tanto testing. Un modo che ho trovato molto efficace è la heat map. In breve, la possibilità di tracciare dove i miei utenti cliccano e in base a quello di volta in volta personalizzare la pagina about in modo che sia ottimizzata per dare e ottenere il massimo in pochissimi secondi.


3. Anche qui, dipende da cosa stai offrendo. In breve, se mi stai vendendo un software super tecnologico, potrebbero interessarmi di più i benefici e meno la storia personale. D'altro canto, se mi stai vendendo un prodotto, ad esempio alimentare, allora voglio sapere chi sei, per quanto tempo lo hai fatto e che storia hai da raccontarmi.


- Gennaro Cuofano di FourWeekMBA.com -


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"Coerente, certificata rispecchia chi c'è dietro"

+Cristina Skarabot






1. Quando lavoriamo sul web raccontare chi siamo rappresenta una parte fondamentale non solo nella realizzazione del sito ma anche nella ricerca dei clienti. Prima di acquistare un servizio o un prodotto online sempre più spesso le persone vogliono sapere “chi c’è dietro” e con chi stanno interagendo e come per le aziende anche per il libero professionista la Pagina Chi Siamo è elemento essenziale del sito web.


2. Per chi, come me, lavora nel web la pagina Chi Siamo deve raccontare i progetti a cui si ha lavorato, fare il nome dei clienti principali e racchiudere in poche righe un portfolio che potrà poi essere arricchito in una pagina creata ad hoc con immagini, recensioni e video.

Inoltre nel Chi Siamo non possiamo dimenticare di inserire le certificazioni acquisite per dimostrare che abbiamo realmente competenza piena della materia che è stata certificata da enti riconosciuti a livello nazionale.


3. Nel mio caso ho scelto di adottare la descrizione professionale perché meglio rispecchia le mie caratteristiche e il mio carattere ma nulla vieta di essere più spigliati e accattivanti raccontando aneddoti della propria esperienza per invogliare il potenziale cliente alla lettura.

Quello che conta è mantenere uno stile di comunicazione coerente su tutto il nostro sito web.


- Cristina Skarabot di comunicaresocialmedia.it -



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"La storia dell'esperienza dei nostri successi"

+Ilario Gobbi






1. Personalmente, punterei sulla pagina About per presentare la propria storia al fine di convincere i visitatori delle caratteristiche positive che contraddistinguono in maniera unica il proprio business, per evidenziare l'esperienza maturata che permette di raggiungere risultati concreti per i propri committenti.
In altri termini, la propria presentazione non deve essere concepita in virtù di sé stessi ma di coloro che la leggeranno e delle loro esigenze: la nostra visione del lavoro, come lo svolgiamo e a cosa deve portare, i valori aziendali, il talento e le competenze effettive maturate sono argomenti che possono rivestire un considerevole valore ai fini di conversione dei lead.


2. Prevedrei: una breve presentazione della propria professione e dei propri punti salienti come persona (al fine di distinguerci dai nostri concorrenti e di offrire al lettore qualcosa che ci renda immediatamente riconoscibili), un elenco delle competenze maturate e delle capacità che si mettono al servizio del committente, collegamenti a prove concrete delle nostre esperienze (portfoli online, referenze disponibili, siti dei clienti seguiti...) e se possibile menzioni rilasciate dai nostri committenti, per offrire una prova sincera di quali benefici siamo in grado di apportate al business di chi ci assume.


3. Un tocco personale che lasci trasparire la propria personalità non guasta, sempre che sia coerente con il genere di pubblico a cui ci si rivolge (un tono scherzoso e informale può essere indicato per "l'uomo comune" ma inappropriato se ci si rivolge a realtà formali.)

Direi di amalgamare aspetti professionali con tracce di vita personale per trasmettere un aspetto sia competente che umano, sia orientato a fare l'interesse dei clienti che a maturare sempre e costantemente per raggiungere e offrire ulteriore valore.

Parlare di sé nella propria presentazione all'interno del blog per trasmettere competenza e professionalità di certo non può essere sbagliato!


- Ilario Gobbi di IlarioGobbi.it -



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"Ancora utile, ma dipende.."

+MikiMoz 






1. Direi che sia una pagina ancora utile, specie per chi ci visita da poco e in poco tempo vuol sapere chi siamo. La pagina poi può tranquillamente rimandare agli altri “servizi”.


2. Dipende dal tipo di blog e dall'approccio personale al blogging. Una foto è sempre utile, si abbattono subito le barriere col lettore, che può “guardarti in faccia”.


3. Anche in questo caso, dipende.
E dipende anche per quanto riguarda la forma che si vuole usare.
Io opterei per la soluzione mista.


- Miki Moz di mikimoz.it -


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"Rimane ancora la + letta"

Luca Nicola






1. Secondo me è molto importante, perché chi è interessato a contattarti la va quasi sempre a leggere.


2. Tutti gli elementi utilizzati devono essere complementari e hanno lo scopo di spiegare chiaramente chi sei, cosa fai, qual è il tuo metodo e il tuo stile di lavoro.


3. Dipende dal contesto e da come è strutturato il sito. Nel mio caso ho scelto per la pagina “Chi sono” una descrizione esclusivamente professionale. Ma, in linea di principio, la prima  e la terza strada vanno ancora meglio.


- Luca Nicola di lucanicola.com -



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"Non è ancora passata di moda"

+Leonardo Cascio 







1. Il "chi siamo" su un blog o, più in generale, su un sito aziendale, anche se le mie stats analytics dicono che è visitatissima, è una pagina un po' in disuso e che probabilmente è meno considerata di un tempo.
Questo perché si è passati negli anni da una strutturazione classica ed istituzionale dei contenuti (divisi in un certo modo e con un tone of voice abbastanza standardizzato, per non dire "banale"), ad un modo di fare content-marketing, anche per le aziende, molto meno formale, se non addirittura gioviale, allegro, spensierato, fuori dalle righe, spontaneo.

Pertanto oggi non è più la pagina "chi siamo" a raccontare al lettore l'autore del sito, ma tutto il resto, post inclusi!

Nel mio blog, www.leonardocascio.com - ne ho una piuttosto "classica", lo ammetto, però ho scelto di metterla lo stesso perché non tutti sono ancora pronti ad accettarne la scomparsa.
Va infatti anche detto che il "chi siamo" è utile per chi capita sul sito ed ha fretta di sapere, in modo veloce e sintetico (senza dover farsi in lungo giro nelle altre pagine), con chi ha a che fare. Quindi non è una pagina solo da criticare, ma anche da lodare da questo punto di vista. In futuro forse la toglierò portandola nel piè di pagina del blog (in cui ne esiste già una versione ridottissima). Cambierà quindi la forma, ma non la sostanza, perché tutto sommato è importante.


2. Nella mia pagina "chi sono" intanto ho scelto di usare un permalink personalizzato, cosa che aiuta tanto il s.e.o., e questo è uno degli aspetti fondamentali che chi la realizza dovrebbe seguire.

Riguardo ai contenuti veri e propri direi i classicissimi dati anagrafici, l'età, qualche cenno personale (moglie e figli.. cosa che crea empatia con il lettore), e soprattutto in modo chiaro e succinto le competenze, il know-how insomma.

Certificazioni? Dipende, se sono semplici pezzi di carta direi che sia meglio ometterli!

Dulcis in fundo, per chi non disdegna collaborazioni con aziende a caccia di p.iva, link ai social (specie Linkedin) e il curriculum vitae in pdf.


3. Io ho scelto una soluzione mista, e credo che sia la più corretta. Fosse solo personale, non interesserebbe quasi a nessuno. Fosse solo professionale, sarebbe troppo da venditore col piede nella porta, che vuole vendere per forza qualcosa. Il segreto di una buona pagina about è quindi, senza dubbio, un bel mix tra personale e professionale. D'altronde questa è una ferrea regola del fare buon personal branding.


- Leonardo Cascio di leonardocascio.com -



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"Un classico intramontabile, meglio sintetico vince la noia"

+Anna Pernice





1. Io ritengo che la pagina about sia molto utile per chi arriva per la prima volta sul tuo blog. Serve a spiegare chi sei, cosa fai, perché hai aperto il blog e cosa ci troverai all'interno.

Oltre alla pagina about, sul mio blog, www.travelfashiontips.com - ho anche un piccolo banner sulla sidebar con la mia foto, il mio nome e giusto 3 parole per riassumere chi sono, per chi non ha tempo o voglia di andarsi a leggere la pagina about.


2. Secondo me deve variare molto in base al tipo di blog. Sulla mia, per esempio, essendo un blog di viaggi e lifestyle, ho inserito una breve descrizione di chi sono, qual è stato il mio percorso di studio e professionale e le motivazioni che mi hanno spinto ad aprire un blog.


3. Secondo me il giusto mix fra le due piace di più. 😃


- Anna Pernice di annapernice.com -


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"Fondamentale ma anche inutile e non sono impazzito"

+Giovanni Amato







1. La pagina chi siamo, per un blogger, la reputo fondamentale. Ma anche inutile. No, non mi sono bevuto il cervello e non soffro della sindrome del gatto di Schrödinger.

E ora ti spiego perché.

È fondamentale perché chi non ci conosce ancora, e approda sul nostro blog, vuole conoscere meglio la persona che dispensa conoscenza, consigli, trucchi e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, è - e sempre sarà - una delle pagine più visitate.

Ed è per questo motivo che consiglio sempre di dedicare tempo (e un buon copy) per la propria pagina “chi siamo”.

Ma è anche inutile. Questo perché, solitamente, si tende a non attaccare una query specifica.

Di conseguenza, la pagina chi siamo viene messa in no-index.

Parlando di soluzioni alternative come i widget, sfrutto spesso la sidebar per creare un abstract che spinga il lettore più curioso ad approfondire la lettura nella pagina specifica.


2. Sicuramente, una bella foto professionale, che parli di te, è uno degli elementi imprescindibili. Un altro fattore, che tengo sempre in considerazione, è la storia personale. Del resto, stiamo parlando di una pagina chi siamo. Il metodo di lavoro lo vedo meglio in una pagina dedicata ai servizi.


3. Come per la prima domanda, anche per questa non riesco a dare una risposta secca.

Mescolare storytelling a una prosa più professionale è possibile, ma non so quanto sia funzionale. Meglio seguire una singola strada.

Ti faccio due esempi, per chiarire la mia posizione.

La prima pagina che ti mostro, è la pagina chi siamo, 'Malini Shop About' - di un eCommerce che tratta artigianato indiano. L’ho costruita interamente sullo storytelling.

La seconda, invece, è la pagina chi siamo di Primi Veloci, il blog che gestisco con Marialuisa, mia moglie. Qui, il racconto lascia spazio a una spiegazione della mission chiara e precisa.


Grazie ancora per avermi coinvolto in questo articolo. Un abbraccio ai tuoi lettori e agli altri professionisti e colleghi, (sempre) presenti sul pezzo. 😉


- Giovanni Amato di www.madd.it -


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"Anche Google ha le sue esigenze.."

+Silvia Gomirato   








1. La Pagina About o Chi sono o Chi siamo è essenziale non solo perché Google la pretende in base alle ultime Linee Guida per i Quality Rater ma anche perché le persone hanno bisogno di sapere chi sei! Le due cose in pratica si sovrappongono dato che Google pretende da noi contenuti che risolvano i bisogni delle persone e, quindi, la pretesa di una pagina About o Chi sono o Chi siamo è la naturale conseguenza della necessità di dare una risposta alle persone che vogliono sapere chi è colui che scrive un blog così come conoscere l’azienda dove comprano prodotti o servizi.

Io penso che la pagina about sia indispensabile non solo perché Google la pretende ma anche perché alla fine rappresenta la logica conseguenza di offrire ai nostri lettori o clienti delle informazioni che desiderano. Un bisogno che riflette una naturale attitudine di ognuno di noi anche offline. Ad esempio quando compriamo un libro quasi tutti andiamo a leggere la bio dell’Autore e allo stesso modo spesso le persone si fidelizzano ad un negozio offline perché nel tempo conoscono chi ci lavora e hanno fiducia in lui. Ok, lo so che non bisogna generalizzare, ma penso di non sbagliare affermando che le persone, ovvero i nostri lettori o i nostri clienti sia on-line che off-line, quando conoscono chi sei scelgono con più consapevolezza e decisione di seguirti.


2. Io non ho un blog ma un sito di divulgazione scientifica che negli ultimi tempi sto trascurando parecchio purtroppo! Sto comunque programmando di riprendere in mano il progetto perché mi piace moltissimo e soprattutto ci credo. Il mio sito parla di piante medicinali e quindi nella pagina about ho inserito i titoli di studio e le esperienze che diano valore alla mia figura professionale per rendere le persone più serene nel leggere quello che scrivo. Il mio sito alla fine tratta temi di salute e le persone che cercano informazioni legate alla salute naturalmente desiderano leggere informazioni di valore e i titoli dell’Autore dovrebbero rappresentare un certa garanzia per loro, avvalorata poi dalla qualità dei contenuti e anche da altre caratteristiche che i siti che trattano temi legati alla salute devono avere, anche secondo Google.

In definitiva, a mio avviso un Blogger o un Web Writer dovrebbe riportare sulla sua pagina about le informazioni che servono al suo lettore per capire come lavora arricchite anche dalla sua storia, se si è portati poi arricchire un pò la pagina about di emozioni ed empatia con uno storytelling di sé non fa mai male. In ogni caso, ognuno deve rappresentarsi nel modo che gli è più naturale e se non si è empatici o emozionali non ci si deve sforzare, l’essenziale è sempre essere sé stessi, nel modo più sincero possibile. Alla fine le giuste informazioni, poche o tante dipende, ma che permettano a chi leggere di capire chi sei nel modo e nella misura che ritieni opportuna.


3. Nella risposta alla domanda 2 ho già riferito abbastanza! 😉

Una soluzione mista a mio avviso rende di più ma alla fine io direi che un sincero racconto "taylored made" è quello che ognuno di noi deve scegliere sulla base non solo della sua strategia ma anche della sua personalità. La sincerità è fondamentale quando ci si rivolge alle persone e quando si decide di essere sé stessi con i propri lettori si fa sempre la scelta giusta.

Poi una descrizione troppo professionale o troppo personale riflette anche la propria personalità così come la scelta del rapporto che si vuole creare con le persone. La via di mezzo al limite aiuta a non farsi travolgere dai problemi che possono esserci in ogni tipo di situazione estrema, ma allo stesso tempo ci sono argomenti che richiedono uno stile più “austero” e altri più “easy”.

Come in ogni progetto web, il blogger o web writer deve valutare le scelte per il suo sito o blog personale in base alla strategia e agli obiettivi che si è prefissato nel contesto in cui vuole diventare visibile al target selezionato.


- Silvia Gomirato di www.progettofficinafitoterapia.it4writing author -



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"Lascia il segno!"

+Susana Alonso








1. Ciao Antonio, grazie per avermi interpellata. A mio parere la pagina About o “Chi sono” è ancora fondamentale, perché è uno spazio standard e ben noto.

Come lettrice, quando apro un blog post e vedo che l’articolo mi interessa ed è scritto bene, molte volte interrompo un attimo la lettura per cercare più info sull'autore del testo.

Nell’About bisognerebbe definire brevemente il proprio background e le proprie competenze, perché non sempre questo è già chiaro dal post. Sono informazioni che aiutano il lettore a orientarsi meglio e che possono contribuire a far riconoscere la propria autorevolezza come autori.

Come agenzia, quando cerco online persone con cui poter collaborare (per scrivere testi, per campagne di digital PR, ecc.), la pagina About è una delle prime cose che vado a guardare, insieme alla qualità dei testi che ha pubblicato e al “tono di voce”.

Comunque credo che sia una delle pagine del sito più difficili da scrivere. Almeno per me lo è sempre stato, forse perché riassumere sé stessi non è facile.


2. Prima di tutto credo che in una pagina About bisogna cercare di essere sinceri. Se menti o esageri, prima o poi viene a galla. Come dicevo, se riassumi bene il tuo background (percorso accademico, esperienze, motivi che ti hanno portato alla apertura del blog, ecc.), e racconti di che cosa ti occupi, allora sei già a posto. Indicare le certificazioni può servire, dipende anche dal settore di competenza. Se lavori in un settore in cui le certificazioni sono particolarmente importanti, allora fai bene a indicarle. Altrimenti no, perché possono appesantire.

Il modo in cui ti racconti nella tua pagina About è il tuo biglietto da visita online. Oltre ai contenuti, dovresti curare bene anche la formattazione e includere una foto. Bisognerebbe anche lasciare un certo spazio alla creatività. Che non vuol dire mentire, ma invece raccontare di sé in maniera inusuale o divertente, per cercare di coinvolgere di più il lettore.

Bisognerebbe anche evitare di usare troppi termini tecnici o stranieri, comprensibili magari solo a chi è già del tuo settore. Bisognerebbe cercare di essere chiari e semplice, e di tradurre l’aziendalese con parole di uso quotidiano.


3. Come dicevo, probabilmente una soluzione mista è la cosa migliore. La pagina About è perfetta per cercare di esprimere la tua personalità e originalità. Dati professionali espressi in maniera personale, esperienze particolari che hanno segnato le tue scelte, tutto ciò che credi sia utile a definirti va bene. Bisogna trovare la ricetta giusta per lasciare il segno.


- Susana Alonso di sorsidiweb.com -



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"Fatta bene altrimenti meglio che non ci sia.."

+Federica Segalini






1. La pagina Chi sono è molto importante e va realizzata bene, altrimenti è quasi meglio che non ci sia. In veste di copywriter propendo per le soluzioni semplici, con testi non necessariamente brevi, ma efficaci: al primo posto sta una buona organizzazione dei contenuti per non causare distrazioni nel lettore ma, al contrario, per suscitare interesse ad approfondire e a navigare altre parti del sito.

Naturalmente ogni progetto è diverso e di conseguenza, a seconda della più o meno vasta ampiezza di informazioni da comunicare, non escludo di valutare uno o più strumenti aggiuntivi con l'obiettivo di trasmettere valore e chiarire meglio la ricchezza del percorso del soggetto che si presenta, con particolare cura per non creare dispersione e fughe.

Insieme alle sue eventuali correlate, la pagina Chi sono deve essere viva e fresca, vale a dire sempre in linea con l'identità del soggetto a cui si riferisce. Occorre averla presente e valutarla costantemente, per aggiornarla in tempi adeguati quando si verificano cambiamenti rilevanti.


2. Gli elementi imprescindibili sono quelli che differenziano la propria identità rispetto ai colleghi.

Per questo la pagina Chi sono è la più complessa da realizzare: richiede una riflessione approfondita su se stessi e l'estrazione degli aspetti che davvero possono interessare e catturare l'interlocutore.

Alcune tappe del proprio percorso possono risultare particolarmente significative: occorre scegliere quelle più attinenti e specializzate in relazione sia agli obiettivi che ci si è posti, sia al pubblico di riferimento.

Sconsiglio di pubblicare tutto: ci vuole il coraggio di selezionare gli elementi davvero importanti, per delineare meglio la propria unicità.


3. Si torna sempre all'esigenza di valutare la costruzione di ogni pagina Chi sono a seconda del professionista e del contesto in cui opera. In linea di massima è bene lasciar trasparire un poco di sé, spiragli della propria umanità, e scaldare le competenze tecniche con accenni personali.

Inutile dire che l'onestà e la trasparenza premiano sempre a lungo e lunghissimo termine, a fronte di stratagemmi e approcci che possono creare interesse sul momento, ma che dopo un certo periodo si spengono con il rischio di causare, in più, danni alla reputazione professionale e all'immagine personale.

Un mix corretto tra professionale e personale serve per creare iniziale empatia con il lettore e accendere, nel tempo, la possibilità di generare un rapporto di fiducia.


- Federica Segalini di nuovicontesti.com -


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"Legata indissolubilmente al personal branding online, quindi trasparente"

+Matteo Pogliani





1. Per me resta determinante. Un mezzo per contestualizzare i contenuti e i servizi che offri, collegandoci un volto, una storia, una reputation. Chi lavora nel digital fa del personal branding una leva fondamentale, una leva che è difficilmente usabile senza parlare, almeno un po’, di sé stessi.

Un approccio person to person molto umano capace di essere un plus, favorendo e valorizzando il rapporto tra persone: sia quello blogger-lettore che consulente-cliente.


2. Avendo parlato di metterci il volto direi che la foto (o il video visto quanto sono importante oggi) è determinante. Racconta con uno sguardo molto di noi creando empatia.

Esperienze e know-how vanno dosate con attenzione così da informare senza diventare prolissi e noiosi. Abbiamo pochi secondi per convincere il lettore, usiamoli bene.  Basta infatti un un link a LinkedIn o simili per aggiungere un secondo step di informazioni.

Certificazioni (se rilevanti e date da realtà SERIE!) e brand con cui abbiamo collaborato sono invece utili come riprova oggettiva ed esterna a ciò che sappiamo fare.


3. Non c’è, a mio avviso, una formula determinata. Dipende molto dal proprio carattere, dal proprio stile, dal tone of voice. C’è chi dovrà essere più professionale, chi più creativo.

Questa pagina parla di voi e deve trasmettere al meglio la vostra essenza. Lasciatevi trasportare e cercate di creare qualcosa in grado davvero di definire in poche righe CHI SIETE.

Forzare la mano e “barare” non vi aiuterà, anzi. Il rischio è creare un’aspettativa non reale, distante da voi e quindi poco credibile. La trasparenza paga.


- Matteo Pogliani di mysocialexperience.it -



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"Evita le banalità, e fa che inviti al contatto con una CTA!"

+Susanna Moglia







1. Grazie Antonio per avermi coinvolta anche questa volta in un tuo progetto!

La pagina About è utile, se si ha qualcosa da dire. Il più delle volte, la pagina About è un semplice ripercorrere le tappe dell’azienda, in qualche caso riportandone i valori e la filosofia. Per i professionisti si semplifica fino a diventare una sorta di cv.

Che poi, a dirla tutta, è quello che si aspetta di leggere l’utente medio quando visita un sito.
Questo perché? Ovviamente perché è abituato leggere quelle informazioni così strutturate!

Trovare il modo per rendere meno tradizionale la pagina About è una sfida che accetteranno quelle aziende e quei professionisti che effettivamente hanno qualcosa in più da comunicare.
Come farlo? Può essere attraverso un video, magari che rifugge dal carattere troppo istituzionale, o un racconto che riesca a coinvolgere in poche righe il lettore.

Se non si ha o non si vuole per qualsivoglia motivo avere una pagina About, allora sì, sono utilissimi quegli elementi che hai citato, come un widget nel footer o nella sidebar: in questo modo si può essere concisi e diretti, senza scrivere banalità che tanto nessuno vuole mai davvero leggere.


2. Quale valore puoi dare ai tuoi lettori? Ecco, secondo me, il primo punto importante per ogni blogger/web writer. I lettori non solo voglio sapere chi sei ma soprattutto come puoi aiutarli.

Dopo di ché bisogna essere chiari riguardo a chi è rivolto il blog: in questo modo ci si può dedicare ai lettori veramente interessati, alle persone “giuste”.

Certificazioni, attestati, foto scattate possibilmente in ambito professionale, sono sicuramente elementi che aiutano nel dare credibilità al lavoro che fai e a ciò che scrivi.

Puoi anche elencare i tuoi successi e dire esattamente perché sei la persona migliore per quel lavoro.

Infine, una About Page dovrebbe sempre avere una CTA che diriga i lettori al passo successivo, cioè il contatto.


3. Ecco, io sono sempre per le soluzioni miste, anche se ovviamente dipende da quale target vogliamo colpire e di chi catturare l’attenzione. Cerchiamo di non sottovalutare mai il “tocco umano”: se hai sempre e solo in mente che devi vendere e fatturare, il rischio di mandare potenziali contatti altrove è alto.

Le persone vogliono sapere che c’è davvero un umano dall'altra parte dello schermo che dedichi loro le giuste attenzioni.

E’ importante anche come scrivere la nostra storia: è meglio scrivere in terza persona o in soggettiva?

Vogliamo utilizzare titoli formali o preferiamo usare locuzioni più “casual”?

O magari una combinazione dei due?

Magari evitiamo di elencare subito una manciata di fatti a caso che ci riguardano: parliamo piuttosto di come il blog ha influito e cambiato la nostra vita, perché abbiamo iniziato a scrivere.

A questo punto possiamo parlare di qualcosa di più personale, pensieri sulla nostra città, i nostri hobby e qualsiasi cosa dia l’idea di chi siamo veramente.

Solo, assicuriamoci che l’About Page non sia solo composta da queste informazioni!


- Susanna Moglia di questionedisocial.com -

+Carlo Pagliai







1. La pagina about è indispensabile per avere il primo quadro, la cosiddetta prima impressione soprattutto verso coloro con cui hai il primo contatto. In guerra sarebbe la cosiddetta "testa di ponte".


2. Quali gli elementi-aspetti imprescindibili e da inserire (vedi certificazioni, metodo di lavoro, foto, ecc.) di una pagina about del blogger-web writer? Aggiungo anche il "core method", o meglio l'elemento differenziante. Altrimenti rischi di essere una spazzatura indifferenziata.


3. E’ meglio raccontarsi con una storia personale, che si identifichi con uno story telling, che tra l'altro dovrebbe coincidere con la tua vita, che altro non è uno story telling essa stessa.


- Carlo Pagliai di studiotecnicopagliai.itYouTube Channel -



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"E' come il biglietto da visita, ma digitale"

+Angelo Cerrone






1. La pagina about è indispensabile per ogni blogger in quanto costituisce il biglietto da visita del proprio spazio virtuale.
Inoltre, in base alla mia esperienza personale, questa pagina è quella più visitata dal lettore e per tali ragioni è necessario inserirla in aree facilmente accessibili in modo tale da semplificare il processo di ricerca.


2.  La pagina about deve essere personalizzata in relazione alla propria carriera professionale.
Possiamo inserire le nostre esperienze professionali, i titoli e i certificati ottenuti nel corso degli anni oppure possiamo elencare i nostri contenuti per il mondo del blogging.
Infine possiamo creare delle infografiche che sintetizzano le nostre qualità o allegare foto o video dei corsi a cui abbiamo partecipato.
Buona parte di queste idee, le ho applicate al mio blog e i risultati sembrano essere più che soddisfacenti.


3. La soluzione ideale è un mix tra un storytelling personale ed uno professionale.
Attraverso questa tecnica possiamo creare contenuti di qualità dove il protagonista si racconta in prima persona.


- Angelo Cerrone di angelocerrone.it -



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"Non è un curriculum vitae.."

Milena Martinato





GRAZIE Antonio, per l’invito!  😊

Mi fa piacere dare la mia opinione in mezzo a tanti altri professionisti, rispondo molto semplicemente in base alla mia esperienza.

1.  La pagina about/chi sono/chi siamo/azienda è una pagina indispensabile per un sito/blog, è il biglietto da visita del blogger, del proprietario del sito, dell’azienda.

Chiunque consulta un qualsiasi sito, consulta questa pagina, per conoscere, per capire con chi ha a che fare! Rafforzarla con widget a lato e 4 righe d’effetto, è una buona cosa soprattutto per un sito personale.


2. Sicuramente evidenziare alcune esperienze le più importanti nella pagina è un plus, perché dimostra che sei competente. Ma la pagina non è un curriculum vitae. Ciò che parla di te sono i contenuti del sito!

Ho sempre pensato che il mio sito www.consiglioweb.com  dovesse rimanere un sito con un proprietario “nascosto”, e fosse sufficiente scrivere Milenam, un nome facile da ricordare, mi rendo conto che più cresce e più diventa professionale, più c’è la necessità di scoprire al pubblico la propria identità.

Una foto deve esserci, le persone vogliono vedere il viso, per interagire, vogliono potersi fidare di una persona “umana”, in molte circostanze.


3. Direi che la soluzione mista e’ la migliore, specialmente per un blog personale.

L’utente che legge ha bisogno di sentire che dietro ad un blog c’è una storia, c’è una persona reale!

Se parliamo invece di siti aziendali, prevale maggiormente la professionalità la competenza, i servizi offerti dall'azienda, però  l’utente vuole capire con chi ha a che fare.

Lo storytelling aziendale, secondo il mio punto di vista  è importante; è utile vedere come l’azienda sia cresciuta nel tempo, sia evoluta e abbia raggiunto determinati risultati portando “valore” ai propri clienti.
Evidenziare solo i propri servizi professionali, secondo me non basta! L’utente ha bisogno di fidarsi delle persone, specialmente nella giungla infinita di servizi online!

Concludo, la pagina CHI SONO è essenziale, io non finirò mai di aggiornarla e migliorarla.
E’ uno strumento efficace che ti permette di entrare in empatia con il tuo interlocutore, se sai raccontarti bene!

Mostra chi sei, quello che fai, quello che vuoi, quello che hai da offrire, le esperienze che hai avuto, e i risultati che hai brillantemente raggiunto!


- Milena Martinato di consiglioweb.com -



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"Racconta il professionista ma anche la persona"

+Rossana Cavallari







1. Per quanto mi riguarda la pagina about, per me che preferisco l’italiano il classico chi sono, è ancora importante.

Rappresenta quello luogo nel quale raccontare chi sono io come persona.
Anche come professionista, certo, ma soprattutto come persona e questo per me è ancora un elemento in grado di fare la differenza.

Io per prima preferisco conoscere chi c’è dietro un servizio oppure un’attività che ricerco on line.
Un elemento umano che trovo possa ancora avere un valore.


2. Ma che dire io, come ripeto, sono per l’aspetto personalizzante.

Non amo inserire certificazioni e simili. Credo rendano il tutto sterile e non sempre siano in grado di rendere il giusto valore alla persona.

Nel mio caso ho utilizzato quello spazio della pagina 'Chi sono' per raccontarmi con una mia immagine e alcune righe nella quali davvero dico chi sono e cosa faccio.

Non ho parlato del mio metodo di lavoro perché nessuno, credo, ha un metodo giusto a discapito di un altro sbagliato. Ognuno di noi ha il proprio e sappiamo che scrivere è davvero una questione di equilibrio, sensibilità e abilità.

Mentre ho inserito i miei strumenti di lavoro che, in qualche modo, danno l’idea delle fasi che seguo per la preparazione della mia attività.


3. Direi che è meglio raccontarsi e basta. Senza troppo fronzoli e orpelli. Chi ci cerca sa capire se siamo le persone giuste per loro o meno.

Ci sono molti altri luoghi nei quali far conoscere come lavoriamo, che metodo usiamo, che clienti abbiamo seguito e che risultati abbiamo raggiunto.

Penso sempre che il chi sono debba essere per la persona. Nella sua specificità e in quanto tale in grado di fare la differenza.

A me, almeno, piace pensarlo così e per quanto mi riguarda ha funzionato.


- Rossana Cavallari di rossanacavallari.it -





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"Sintetica, immediata e zero stereotipi"

+Oreste Pi 








1. Ciao Antonio e in primis grazie, come sempre, per avermi coinvolto in questa tua nuova “ricerca”.

Io penso che la pagina About sia utile e indispensabile per ogni tipo di attività. Come spesso mi trovo a scrivere sul mio blog “cambiano gli strumenti non le risorse”; mi spiego meglio.

Prima dell’arrivo del mondo digitale, le aziende lavoravano esclusivamente con brochure cartacee e i loro agenti di vendita che spiegavano, e raccontavano, l'azienda ai nuovi potenziali clienti.

Oggi, dove la figura del commerciale, o agente di vendita, è sempre più destinata a sparire, le aziende presenti in rete devono presentarsi ai naviganti. Non sono più gli anni del classico sito vetrina con due foto, una del team aziendale che finge di lavorare attorno a un tavolo e l’altra con l’ingresso aziendale, con solo le informazioni di contatto e due righe che confermano che l’azienda è LEADER nel settore e bla bla bla.

Ogni azienda strutturata, blogger, libero professionista, deve avere una pagina About.

Poi può chiamarla come meglio crede: Chi Siamo, Il Team, Chi Sono, Cosa Faccio, Info, ma l’importante è mettere a disposizione degli utenti uno spazio dove si possa conoscere un po’ meglio chi c’è dietro a quel portale.


2. Proprio qualche settimana fa, sul mio blog, ho scritto un articolo in merito dove spiego come scrivere una buona pagina About.

Dal mio punto di vista, nella pagina about bisogna scrivere, in modo sintetico e d’impatto, tutte le informazioni più salienti e rilevanti che riguardano la storia aziendale o del blogger che scrive sulla piattaforma. Non è necessario inserire tonnellate di caratteri ma soltanto tutto ciò che riteniamo sia valido da far sapere a chi vuole informazioni su di noi.

Io credo che lo schema debba essere: Parole semplici, Target, No a standard e stereotipi, Sintesi.

PAROLE SEMPLICI

Troppi tecnicismi e parole complesse allontanano i lettori perché, molto probabilmente, non hanno le competenze tecniche che ha l’azienda. Usare parole semplici che diano concretezza di ciò che si fa.

TARGET

Comunicare col proprio target, non siamo tutti il portale dell’Agenzia delle entrate che comunica a tutti. Ognuno di noi ha dei potenziali clienti all'interno di una fetta di mercato; cerchiamo di comunicare esclusivamente a loro.

NO A STANDARD E STEREOTIPI

Non mi stancherò mai di dirlo e scriverlo: vietiamo per legge parole come “Leader nel settore”, “azienda giovane e dinamica”, “altamente specializzati”, “offriamo servizi a 360°”; sono tutte affermazioni utilizzate dalle aziende con una comunicazione obsoleta.

Oramai sono tutti leader nel settore, differenziamoci dalla massa.

SINTESI

Eliminare tutto ciò che è superfluo. L’about page deve essere semplice e il lettore deve capire subito di cosa ci occupiamo. Ricordiamoci che chi ci legge non vuole perdere tempo in cose inutili, quindi dobbiamo dargli subito tutte le informazioni necessarie, altrimenti cambierà portale web.


3. Credo che non ci sia un modo migliore o peggiore. Bisogna capire, in base al tipo di attività che si svolge, a chi ci si sta rivolgendo. Questo, secondo me, è il lavoro del Copywriter: capire l’esigenza del proprio cliente e creare una pagina About incline con le loro esigenze, andando a creare un testo unico per il proprio cliente.





blogging blog pagina about utile indispensabile
"La pagina about? E' virale..."

+Marisa Forzani








1. La pagina about e' semplicemente virale, indispensabile: e' il biglietto da visita per il lettore!

E' la prima cosa che si legge all'interno di un blog/sito/servizio. Si puo' integrare anche con una sintesi sul footer o nella colonna del blog che riconduce poi alla pagina completa.


2. ‎La pagina about deve assolutamente contenere alcuni dati essenziali, meglio se accompagnati da un testo scorrevole e accattivante:

  • breve, ripeto breve sintesi raccontata delle  esperienze lavorative - niente lista della spesa - per intenderci o curriculum scrivendo in terza persona.

  • Foto dell'ambiente di lavoro, dei progetti, se volete e non vi secca, di voi stessi sorridenti e rilassati, vietato foto serie che sembrate appena usciti da una cena con i parenti!!!
    Il meglio di voi, avete presente?

  • Progetti futuri come se foste dei cantanti al prossimo tour in giro per l'Italia.

  • Uso del grassetto nel testo quando serve per evidenziare ciò che vi sembra di maggior rilievo per la vostra professionalita'. Spaziatura tra i paragrafi.

  • Scambio di saluti e finale a sorpresa con l'invito a seguirvi nei Social. 


3. Le soluzioni miste con garbo. Se optate per la versione del tutto professionale non deve comunque annoiare, ma dare degli spunti mirati per essere considerati il meglio sul mercato.

Come dicono i miei amici stranieri: "Non bisogna aver paura di meravigliare e usare aggettivi strepitosi! Poi vanno soddisfatte le aspettative"


CONCLUSIONI

La pagina about non fa testimoni 😄. A prescindere dalla piattaforma di blogging che usate, ancora oggi, rappresenta la pagina attraverso cui gli utenti capiscono chi siete. E' un concentrato intriso di molteplici aspetti, tutti importanti.

Perché come nella vita, nel web vige la medesima regola:

"Se non so chi sei, come posso credere a ciò che fai?"


Per questa ragione presto o tardi finirete per interrogarvi in merito alle scelte più adeguate da adottare per realizzare una pagina about efficace che vi rappresenti al meglio ed al contempo risulti funzionale e convincente per gli utenti online.

Il post muove proprio da questa esigenza.

Perché trattasi di una convenzione-standard ancora non obsolescente, che ha resistito al fascino perverso del succedersi inesorabile dei trends, rimasta così tra gli elementi imprescindibili quando si progetta un blog per soddisfare le aspettative dell'utenza web come le nostre finalità di blogger.

🎯➤Mentre l'obiettivo di questo articolo è orientare le vostre scelte per mezzo delle decisioni che i blogger hanno già preso in merito per rappresentare con essa i propri business.


Ma dare una risposta univoca, come per l'utilità o meno del portfolio per il blogger è altresì tecnicamente impossibile.

Perciò eccomi qui, a dover stringer a delle conclusioni senza alcuna scelta definitiva da offrire ma che per farlo mi trovo a chiamare in causa, per l'ennesima volta, l'attività che ritengo più adatta, ovvero: prendere ispirazione.

Ho esteso il quesito, per chi è interessato, alla community di Quora - come si conviene con ogni contenuto aperto che si rispetti - con l'omonima domanda:

"La pagina about è ancora una scelta indispensabile per siti web-blog o la trovi obsolescente?"